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sabato 8 dicembre 2012

TANTI AUGURI A ME


Mi auguro di avere sempre questo sorriso.  Quello che spontaneamente esplode sul mio viso quando mi accorgo che le piccole cose mi rendono felice, quello che prima di mostrarsi al mondo passa dal cuore.
Mi auguro di avere l’idea della vita, finalmente scrivere un libro. E tenerlo pronto e rilegato tra le mie mani, sfogliando e assaporando ogni pagina come se fosse un pezzo di me e del mio mondo.
Mi auguro di vivere sempre di emozioni. Lo stomaco che si contorce,  un nodo alla gola, un colpo al cuore, la testa tra le nuvole. Perché niente mi sazia più dei segnali dell’anima.
Mi auguro di diventare cittadina del mondo. Viaggiare e imprimere nella mente nuovi scorci e ammirare panorami e camminare per le strade buie di una città che voglio fare mia e sedermi al tavolino di un bar osservando la vita di sconosciuti che scorre davanti ai miei occhi e cercare il mare d’inverno e imparare  la bellezza di quella diversità che ti arricchisce.
Mi auguro di non perdere mai il mio spirito di iniziativa.  Una sorpresa per chi se la merita ma non se l’aspetta, nuove idee, progetti stanchi di rimanere castelli costruiti nel regno della mia mente, cimentarmi in attività che mai ho sperimentato.
Mi auguro di avere voce, voce quando serve. Perché non siamo nati per stare seduti, abbiamo il dovere di alzarci, lasciare che la libertà prenda forma attraverso ogni nostro gesto.
Mi auguro di avere coraggio. Quanto basta per sfoggiare una pochette di prima mattina, godermi la notte nella mia immensa gonna di tulle e in un paio di tacchi pronti a ricordami che posso arrivare dove voglio. E poi girare d’autunno senza calze  e d’inverno abbandonarmi in un caldo maglione da uomo.
Mi auguro di trasformare le foto nella mia personalissima macchina del tempo. Guardarle, sorridere, riviverle.
Mi auguro di ricordarmi di mettere me stessa al primo posto, perché volersi bene è la pozione della serenità e la mia dignità non la lascerei calpestare nemmeno da un paio di Louboutin.
Mi auguro di lasciarmi scompigliare i capelli da un vento caldo, ballare sotto la pioggia fingendo di essere la protagonista di un musical, baciare il sole come lui bacia a me.
Mi auguro di non abbandonare mai la bambina che c’è in me, quella stessa bambina che 16 anni fa si guardava riflessa nello specchio vestita del suo tutù rosa e della sua voglia di diventare grande, quella stessa bambina che oggi si siede davanti ad un computer e trasforma i suoi ricordi in parole.
Mi auguro di avere tempo. Per leggere un libro mentre fuori piove e io mi rifugio sotto le coperte, ascoltare Michael Bublè e sognare un ballo insieme a lui, chiudere gli occhi e diventare spettatrice del mio passato, comprare un mini appartamento a Parigi, concedermi un caffè con l’amica di sempre, immergermi nella vasca con delle candele profumate che mi coccolano, coltivare le mie passioni, mangiare schifezze sdraiata sul divano mentre guardo una delle tante commedie americane.
Mi auguro di trovare sempre la Felicità. In un abbraccio, in due occhi che mi guardano e brillano, in un messaggio, in una frase, in un ricordo improvviso, in una sorpresa.






Guardo la torta, mi racchiudo in un secondo di silenzio.
Un soffio.
“Che questi vent’anni mi portino ciò che voglio” mi dico. E i miei pensieri volano via insieme alle fiamme delle candeline.



sabato 1 dicembre 2012

DECEMBER, BE KIND



Dopo tanto tempo eccola, l’aria pungente, carica della sua maestosità così inspiegabilmente leggera. La prima neve della stagione, forse, attesa con ansia, un po’ come quando da bambina rimanevo sulla porta dell’asilo a scrutare l’orrizzonte nella speranza che da un momento all’altro venisse il mio nonno a portarmi via. L’albero che se ne sta lì nell’angolo più silenzioso della casa, dove sono giochi di luce e di colori a far da padroni. Il pandoro che si confonde con il panettone e battaglie che hanno inizio per decretare il vincitore. Le canzoni di Natale intonate da Michael Bublè, quelle che senti al supermercato mentre ti dividi tra il carrello e la scelta degli ingredienti per il cenone della vigilia, e subito vorresti improvvisare un passo di swing. Gli Ugg che fremono per esser tirati fuori dall'armadio e i cappelli di lana pronti ad incorniciare visi provati dal freddo. La città si cambia finalmente d'abito e si veste di luci eteree e multiformi. Una cioccolata calda assaporata nel tepore del divano, con la coperta di pile che coccola le gambe e la finestra che offre uno spettacolo suggestivo. 








Perdersi tra idee e regali, tripudi di fiocchi e pacchetti speranzosi di regalare un sorriso a chi li riceverà. La sensazione unica di sporcarsi le mani con la farina; mescolare, impastare, inventare. E sfornare i biscotti che portano il sapore di chi dietro i fornelli è imbranata ma riesce a condire con amorevolezza tutto ciò che fa. I film proposti in tv, sempre gli stessi: immagini impresse nella mente, battute che sai a memoria. E nonostante tutto la voglia di riguardali, per poi abbandonarti a quella risata fragorosa capace di riscaldare il cuore. Immergersi nella vasca e lasciare che le fatiche della giornata si perdano nell'eleganza velata dell'acqua bollente. Candele profumate pronte a creare un'atmosfera rilassante, bolle di sapone che evocano ricordi d'infanzia. Camminare per le strade di una città che ancora dorme, con il freddo che colpisce dove può e un caffè lungo in mano, assaporato in ogni suo minimo aroma. Chiudere gli occhi e sentirsi per le vie di New York. Le ultime cene dell'anno con gli amici, quelle in cui ti improvvisi novella cuoca e metti in moto tutta la creatività per addobbare magistralmente una tavola pronta a stupire. Affogare nella Nutella e nella cioccolata e nella panna, perchè tanto la prova costume è lontana. Girare per negozi e lanciare sguardi languidi alle vetrine, nella vana speranza che gli oggetti del desiderio si materializzino a casa. E approfittare delle festività per sfoggiare brillantini e paillettes, che se non fosse per i commenti delle più sobrie li indosseresti tutto l'anno.








Dicembre, bentornato. Mi renderai felice.