Compassione. Provo veramente compassione per quelle persone che hanno l’anima logorata dalla gelosia. Si riconoscono perché sono così prese dagli altri che finiscono per dimenticarsi completamente di pensare alla propria vita. Parto con il dire che la gelosia è un sentimento che esiste nell’essere umano da secoli. Ce lo dimostrano i miti, dove per la gelosia di un marito che si era visto portare via la moglie, la bella Elena, scoppia una guerra tra due popoli. Ce lo dimostrano le favole, dove la gelosia di due sorellastre ha reso più difficile una vita già difficile alla povera Cenerentola. Ce lo dimostra la letteratura, dove tanti scrittori hanno trovato uno sfogo di questo sentimento nelle parole. E ce lo dimostra la vita reale, dove siamo tutti costantemente afflitti dalla paura di vederci portato via ciò a cui teniamo. Perché è proprio questo il punto cruciale del discorso. E’ vero che possiamo essere gelosi di un aspetto fisico di una persona, di un aspetto caratteriale o materiale e solitamente tendiamo ad aggrapparci proprio a ciò che noi non potremo mai essere o avere. Ma spesso questa comune e largamente diffusa forma di gelosia, finisce per tramutarsi in ammirazione. Ecco perché mi piace definirla “gelosia buona”. L’altro tipo invece, la forma “cattiva”, diventa vero e proprio odio. Tutti abbiamo dei rapporti: amori, amicizie, famiglia. E ci sono alcuni rapporti a cui teniamo particolarmente perché in qualche modo contribuiscono, nel loro piccolo, a rendere la nostra normale vita una vita speciale. Sono gli stessi rapporti che ci danno la forza di alzarci la mattina, di affrontare situazioni difficili, di andare avanti, di godere delle cose più piccole. Potremmo mai immaginare la nostra vita senza questi essenziali elementi? La risposta è scontata. Ed è altrettanto scontata la paura che si impossessa di noi all’idea di perderli, all’idea che un terzo incomodo possa fare prepotentemente irruzione. La gelosia che nasce è normale, ma dobbiamo avere l’abilità di fare in modo che questa non si trasformi nella sua forma peggiore. Inutile odiare una persona, inutile controllare ogni secondo i suoi movimenti, inutile cercare di screditarla agli occhi degli altri. Se un amico ci vuole bene, se un ragazzo ci ama, il suo sentimento rimane costante e vivo a prescindere da qualsiasi nuova o vecchia conoscenza. E la nostra preoccupazione non deve essere quella di allontanare dalla nostra persona speciale tutto il resto del mondo. La nostra preoccupazione deve essere invece semplicemente quella di rendere bella la vita della persona per noi importante. Impariamo a coltivare il nostro giardino, perché distruggere il giardino del nostro vicino non serve a niente. Si finisce solo per rovinare la propria vita e quella degli altri. Bisogna ignorare i giudizi esterni, bisogna cessare di partorire cattiveria gratuita, bisogna dire “basta” a tutte quelle idee che possono ferire un’altra persona. Ma dato che spesso alla gelosia morbosa non c’è rimedio, bisogna imparare a lasciarsi scivolare tutto addosso. E ricordiamoci che, come ci insegna il poeta Jovanotti: “mormora, la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria”. Non esiste rimedio migliore alla gelosia che la felicità.
domenica 4 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
UN MARE DI COLORI: LA "BRACCIALETTO MANIA"
Il cielo limpido, l'aria frescolina e profumata, i raggi abbozzati del sole che si fanno timidamente largo in un inverno nel pieno del suo flusso, i primi fiori che nascono in tutta la loro bellezza, il piumino che dall'armadio non vuole uscire, il cotone desideroso di sostituire la calda e avvolgente lana. Devo ammettere che questa Primavera in anticipo mi ha piacevolmente sorpresa. La voglia di sfoggiare colori pastello vivaci e dolci, di stendere uno smalto forte e appariscente sulle mie unghie, di indossare maglie spiritose e leggere, di tirare fuori le scarpe da ginnastica prima sostituite da stivali a prova di freddo polare.. Beh, tutta questa positività si sta impossessando di me! E poi gli accessori. Non c'è niente di più bello che sfoggiare colorati e originali accessori in periodi soleggiati. Quelli che ultimamente preferisco sono i braccialetti. Portati tanti, tutti insieme. Di corda, di filo, di plastica, d'argento.. La regola da ricordare è che deve essere tutto un grande tripudio di COLORI. Per fare quindi un omaggio al sole e al buonumore che ci porta, ecco che ho deciso di stilare un breve elenco dei braccialetti must-have di questa stagione!
CRUCIANI: Nell'estate 2011 c'è stato un vero e proprio boom. Da una delle piazzette più fashion di Forte dei Marmi i braccialetti a quadrifoglio firmati Cruciani hanno iniziato un percorso tutto in salita. Donne, uomini, bambini. Tutti ne avevano almeno uno. E questa moda sta proseguendo inesorabile. Sono comodi, pratici e decisamente economici. Stanno bene indossati da soli ma anche insieme a braccialetti d'oro o d'argento. Inoltre il messaggio che ci mandano è dolce e importante. Al suon di "un desiderio per ogni quadrifoglio, un quadrifoglio per ogni desiderio" l'invito è quello di sognare, crederci e lasciare che i nostri sogni ci portino lontano. Sono poi uscite recentemente due varianti: il braccialetto in cui i quadrifogli sono sostituiti da due cuoricini e quello costituito da un alternarsi di quadrifoglio e cuoricino. A voi la scelta... sbizzarritevi nelle varianti dei colori e riempite i vostri polsi!
OPS OBJETCS: Un marchio tutto italiano che per l'Estate 2012 ha proposto dei braccialetti decisamente originali. Avete presente il classico modello del braccialetto firmato Tiffany&co? Ecco che ops object propone una simpaticissima e per niente scontata rivisitazione. Tutto in plastica, a forma di catena e un cuore grande per ciondolo. Le varianti di colori toccano praticamente ogni punto della scala cromatica, tutto dipende dal proprio gusto e dai propri abbinamenti. Prezzo abbordabile e design nuovo per un braccialetto destinato a dare un tocco di gioia alle nostre giornate.
LUCKY TEAM: Già in circolazione dal 2007, direttamente dal Brasile, Lucky team propone un modello semplice e intramonatbile. Nastrini di raso colorati aventi scritte o stampe. La loro storia mi ha molto colpita. Oltre ad essere carini, si dice che portino anche fortuna. Per applicarli è necessario fare due giri intorno al polso e legarli mediante tre nodi. Esprimere quindi, se si vuole e se ci si crede, un desiderio. Il giorno in cui il braccialetto si romperà da solo, il desiderio si avvererà. Ecco un piccolo motivo in più per cedere al fascino di questi coloratissimi nastrini.
STELLA RITTWEGAN: L'emergente marchio di braccialetti ne sta proponendo davvero tanti. Solo l'anno scorso c'è stato un boom di record nella vendita del modello "a rosario", il Decenarios, dapprima visto sui polsi della cantante Shakira, poi passato su quelli dei calciatori e di uomini e donne di tutto il mondo. Il modello che Stella ci ha proposto ultimamente è decisamente diverso. Tanti pallini color argento. Unica nota di colore: un nappino applicato. Semplice ma d'effetto. I materiali utilizzati sono accuratamente selezionati. Per chi invece ha un animo più glam rock, è molto carina l'idea del bracciale costituito da un nastrino su cui è applicato un teschio. Un mix di modernità e femminilità che conquista tutte.
Ecco per voi qualche foto
giovedì 1 marzo 2012
CHIC LOW-COST: IL MONDO DI STELLA RITTWAGEN
Quando originalità e lungimiranza si incontrano, ecco che nascono idee destinate ad avere successo. Ed è proprio ciò che è accaduto a Stella Rittwagen, astro nascente degli accessori definiti chic low-cost. Bracciali e collane colorati e spiritosi, tutti all'insegna dell'allegria e della leggerezza. Stella oltre ad essere la mente creativa, ci tiene a selezionare personalmente i materiali da utilizzare, per assicurare che il prodotto possa unire qualità e convenienza. Il successo è planetario poichè le varianti dei nostri gioielli economici sono così tante che fanno sì che vengano accontentati i gusti di ogni donna. Croci, teschi, brillantini, cuori, morbidi pon-pon, mani di fatima, tutti proposti seguendo l'intera scala di colori. Così semplici ma d'effetto che possono essere indossati sia in occasioni informali sia in occasioni più importanti. E diciamo la verità, con questo tempo primaverile che sta timidamente facendo capolino, con il sole che con i suoi ancora tiepidi raggi porta un po' di calore alle nostre giornate, la voglia di riempire il nostro polso di braccialetti colorati è ancora più forte! Stella per il 2012 ha deciso di non fermarsi al campo della bigiotteria ed ha dato vita ad una borsa descritta da molti come must have dell'estate. La stella satchel bag è una moderna e a tratti eccentrica rivisitazione della classica cartella anni '70, stile collegiale. Si passa da colori decisamente scontati, come il nero o il rosso mattone, a tonalità neon, già annunciate e acclamate protagoniste della prossima stagione. Le borse hanno linee semplici e essenziali, garantiscono capienza e praticità, e inoltre sono utilizzabili in ogni situazione. Lasciatemi dire, dei veri e propri camaleonti. Il mondo tutto al femminile di Stella, oltre a creare accessori di grande successo anche tra i vip, butta un occhio e non solo sul sociale. Il 5% del fatturato è devoluto a tutte quelle famiglie che in Colombia vivono sotto la soglia di povertà. Un aiuto concreto e sincero a chi è meno fortunato. E sicuramente questo è un incentivo in più all'acquisto di accessori firmati Stella Rittwagen. Quando gusto raffinato, colore e creatività si incontrano grazie al lavoro di un team tutto al femminile, il risultato ottimo e il successo sono assicurati.
lunedì 20 febbraio 2012
LA FARFALLA DELLA DISCORDIA
Festival di Sanremo. Prima serata. Mai farfalla fece più scalpore. Candida e colorata, ha fatto timidamente capolino dallo spacco di un decisamente appariscente vestito. E non tanto timidamente l'indossatrice di questo vestito, Belen Rodriguez, ha permesso all'Italia intera di vedere la sua gamba (e non solo). Ecco che il popolo del grande stivale si è nuovamente diviso. Da una parte abbiamo solenne e fiero lo schieramento dei bigotti. Si urla allo scandalo, si urla all'indecenza, si punta il dito e si condanna così pesantemente da rivivere quei periodi medievali in cui si dava la caccia alle streghe. Dall'altra parte, con toni pacati e idee così moderne da fare invidia, ci sono coloro che arrivano a premiare Belen perchè "lei se lo può permettere". Come sempre, sono del parere che la verità stia nel mezzo. Negli anni in cui youporn è il sito più visitato, in cui si scoprono continuamente altarini dei personaggi più illustri, in cui si vedono ragazzini avere rapporti intimi in strutture scolastiche, non riesco a capire perchè sia necessario fare un caso di stato un qualcosa che non si è visto. Perchè è vero che lo spacco era eccessivamente profondo, è vero che il tatuaggio si è visto tutto, è vero che Belen si compiaceva mettendo tutta la merce in mostra, ma è anche vero che le mutande, seppur decisamente insolite, c'erano. Bisogna quindi ammettere che tutto questo putiferio che è nato è più una condanna all'intenzione che al gesto. Manca però un fatto da sottolineare. Il Festival di Sanremo è forse il format più antico e prestigioso della televisione italiana. Lo seguono grandi, lo seguono piccini e lo scopo è quello di sentire buona musica in prima serata, cosa ormai rara. E' la celebrazione dell'Italia, della sua cultura e della sua tradizione. I cantanti si fanno portatori di questi elementi e i presentatori e le eventuali vallette non sono altro che il contorno, i piccoli bulloni di una grande macchina. E allora lascia l'amaro in bocca pensare che per giorni la preoccupazione dei giornali, delle televisioni e degli italiani sia stata la farfalla di Belen. Ed è ancora più triste avere la consapevolezza che quest'ultima abbia fatto tutto per una semplice ma decisamente efficace trovata pubblicitaria. Spesso si dice che la televisione usi le donne come oggetti, ma la realtà è che in molti casi sono le stesse donne ad usare la televisione per mettersi in mostra. Una donna bella e sensuale come Belen Rodriguez non aveva nessun motivo di osare così tanto. Un vestito semplice e meno appariscente l'avrebbe fatta risultare più elegante e femminile. Ma finchè il volgare farà più scalpore e successo di una bellezza genuina, ecco che ci saranno persone disposte a mantenere in vita la televisione trash.
venerdì 17 febbraio 2012
LA COLONNA SONORA DI UNA VITA
Quando ero piccola rimanevo sempre affascinata da quelle scene portanti dei film, che erano sempre immancabilmente accompagnate da una canzone. Nella mia ingenuità speravo che anche le parti più significative della mia vita venissero scandite da dolci e armoniche note musicali. Dico ingenuità perchè ovviamente le melodie tardavano ad arrivare. Anzi. Diciamo che non arrivavano proprio. Un po' delusa, un po' amareggiata, non ho mai smesso di ascoltare la musica che, sono sicura, è la colonna portante di ogni persona. Ora che sono cresciuta mi sono però resa conto che a modo nostro, tutti noi abbiamo la nostra personalissima colonna sonora. Ci sono quelle canzoni che ci ricordano l'amore di una vita, quell'amore che ci ha riempito il cuore e che ci ha fatti crescere. Ci sono quelle canzoni dolci, che ci ricordano un abbraccio, una frase, uno sguardo. Ci sono quelle canzoni che sanno di mare e spensieratezza. Un po' come un cocktail di felicità. Quelle canzoni che hanno accompagnato i balli sfrenati sulla spiaggia, le bevute con gli amici, le chiacchere a ruota libera. Ci sono canzoni che ci ricordano una persona, canzoni che ci rimandano ad una città che abbiamo visitato o che vorremmo visitare. Ci sono canzoni che ricordano le lacrime versate nel candore di un cuscino, canzoni che abbiamo dedicato o che ci sono state dedicate. Ci sono canzoni che ascoltavamo da piccoli, magari canzoni che la mamma o la nonna ci cantavano. Ci sono canzoni che prima non ci piacevano e che invece abbiamo imparato ad apprezzare e ad amare con il tempo. Ci sono quelle canzoni che abbiamo cantato a squarciagola, fino a perdere la voce dall'emozione. Ci sono canzoni che accompagnano costantemente la malinconia di un ricordo, ci sono canzoni che inspiegabilmente si radicano con vigore nella nostra memoria. Ci sono canzoni che non sono semplici canzoni. Sono LE canzoni. E quelle che io definisco "LE canzoni", sono le più potenti di tutti. Inspiegabilmente un accostamento così perfetto e idilliaco di semplici note racchiude in sé la forza di smuovere le emozioni di una figura così fragile come quella dell'essere umano. Innesca in noi un irrefrenabile meccanismo che ci porta a piangere, sorridere, pensare, ricordare. E niente è più bello del ricordo. Le canzoni non sono altro che le custodi più fedeli delle frasi non dette, delle emozioni mai esternate, degli episodi più cari. Quindi ascoltiamole, amiamole, viviamole.
- Oasis "Wonderwall"
- Jovanotti "A te"
- Jovanotti "Un raggio di sole"
- James Blunt "You're beautiful"
- Antonello Venditti "Alta marea"
- Claudio Baglioni "Mille giorni di te e di me"
- Spice Girls "If you wanna be my lover"
- Red Hot Chili Peppers "Tell me baby"
- Wiz Khalifa "Roll up"
- Laura Pausini "La solitudine"
- Vasco Rossi "Alba chiara"
- Ligabue "piccola stella senza cielo"
- Go go dolls "Iris"
- Bonnie Tyler "Total eclipse of the heart"
- Gianna Nannini "Ti voglio tanto bene"
- Raf "Due canzoni d'amore"
- Michael Bublè "Save the last dance"
- Katrina&the Waves "Walking on sunshine"
- Rino Gaetano "Ma il cielo è sempre più blu"
- Nicki Minaj "Super Bass"
- Kesha "Your love is my drug"
- Don Omar "Danza Kuduro"
- The calling "Wherever you will go"
- Patty Pravo "E dimmi che non vuoi morire"
- Lady Gaga "Alejandro"
- Wik Khalifa, Snoop Dog and Bruno Mars "Young, wild and free"
- Macy Gray "I try"
- Bon Jovi "It's my life"
- Beyoncè "Crazy in love"
- Michael Jackson "Thriller"
- Coldplay "Viva la vida"
lunedì 13 febbraio 2012
LA BELLEZZA (CHE CONTA)
Belle. Ci sono tante ragazze belle. Bei capelli, bel sorriso, begli occhi, belle gambe. Possono essere questi motivi validi per sentirsi superiori rispetto al resto del mondo? Di certo il comportamento dei ragazzi, che le esaltano con complimenti e frasi fatte, non è d’aiuto. E non è d’aiuto nemmeno il comportamento delle altre ragazzine che spesso le osannano e le fanno diventare veri e propri modelli di riferimento. E sapete cosa vi dico? Che in entrambi i casi c’è una grande superficialità di fondo. Il bello è tutt’altro. Sono belle quelle persone limpide e spontanee, che non programmano minuziosamente ogni frase da dire o ogni gesto da fare. Sono belle quelle persone che sono sempre pronte ad aiutarti e non si tirano indietro nel momento del bisogno. Sono belle quelle persone che sanno riconoscere i propri pregi ed i propri difetti, ma che sanno valutare anche ciò che c’è di buono negli altri. Sono belle quelle persone che vicine o lontane, la loro presenza la fanno sentire sempre. Basta una frase, un messaggio, un abbraccio. Perché se si tiene veramente ad un rapporto, il modo e il tempo per essere amici si trova sempre. Sono belle quelle persone che non nascondono le proprie fragilità, che si mettono a nudo con tutta la loro dolcezza. Ed in fondo queste sono le stesse persone che emanano un calore particolare, che ti avvolgono con tutta la loro sensiblità e ti fanno sentire protetto e amato anche nei momenti più bui. Sono belle quelle persone che non decidono di andarsene per poi ritornare, ma rimangono direttamente. Perché è facile scappare di fronte ad una difficoltà, ma scappare significa rovinare un legame e le persone belle questo non lo permettono. Purtroppo non sempre sia ha la fortuna nella vita di trovare persone così. Sono rare, speciali, uniche nella loro profonda bellezza. E se per puro caso o per volontà del destino se ne trova una, bisogna tenerla stretta e non lasciarla andare. Anzi, dobbiamo cercare di darle tutto l’amore che abbiamo, perché quella persona è come una perla nera in mezzo a milioni di perle bianche. Una persona bella fuori ma vuota dentro non vale niente. Un libro non si giudica dalla copertina, ma dal contenuto. Non abbiamo bisogno di personaggi, di maschere, di finzioni. Abbiamo bisogno di persone vere, di gesti dolci, di calore umano. Abbiamo bisogno di belle persone, non di bei corpi inespressivi. Solo in questo modo proveremo almeno per un secondo il brivido di un’amicizia sincera.
Dedicato ad una persona speciale <3
giovedì 9 febbraio 2012
PIZZO: LA LOLITA DEI TESSUTI
Dapprima lo trovavamo solo al centro dei tavolini di legno antico delle nostre nonne. Poi si è fatto largo nel mondo dell'intimo femminile fasciando le curve di ogni donna. Adesso lo troviamo in vestiti, pantaloni, gonne, ma anche scarpe, borse e gioielli. Dobbiamo ammettere che il signor pizzo non è di certo un tipo a cui piace rimanere nell'ombra! E' stato tanto amato nella scorsa stagione e state tranquille che i capi potranno essere riutilizzati anche nella prossima perchè è davvero intramontabile. Il bello di questo tessuto a mio parere è la sua ambiguità. Da una parte ricorda una donna forte e sicura di sè, che ama sedurre e farsi guardare. Dall'altra può essere esemplificato come l'immagine di una donna pura, candida, quasi angelica. Proprio a causa di questa sua doppia valenza mi piace definirlo la "Lolita" dei tessuti. Come la protagonista dell'omonimo libro, il pizzo incarna una bambina maliziosa. Ne esistono di vari tipi: si va da quello più leggero e velato, al modello più spesso e elaborato, il cosiddetto macramè. Qualunque sia il tipo di lavorazione, il pizzo rimane un mix di romanticismo e femminilità racchiuso nell'intreccio di fili elaborati. Il capo con il quale il nostro tessuto si è amalgamato meglio è indubbiamente il vestito. Che sia corto, lungo, aderente, morbido, smanicato o con le maniche a tre quarti rimane comunque una vera e propria arma di seduzione. Evidenza le forme senza metterle in mostra, gioca con il "vedo non vedo" della pelle e dona un tocco di classe. Tant'è che Dolce e Gabbana gli ha dedicato un'intera collezione. Intramontabile è l'immagine della sexy e burrosa Scarlett Johannson, musa dei due stilisti, che fasciata in un tubino di pizzo nero pubblicizza il profumo del celebre marchio. C'è da dire che il colore nero risulta particolarmente seducente, infatti oltre ad evocare la notte, evoca l'immagine di una donna femme fatale, sfrontata e ammaliatrice. Per chi non amasse provocare la scelta rimane ampia. Rosa, viola, rosso, verde, azzurro. Un mix di colori mirati ad esaltare eleganza e femminilità. In netta contrapposizione al nero poniamo il bianco. Colei che sceglie il pizzo bianco è l'eterna romantica: una donna bon-ton che si diverte ad evocare il candore di una bambina. Come accennato prima non troveremo il pizzo solo nei vestiti. Must-have dell'estate 2012 sarà il pantaloncino macramè. Ammettiamolo, una vera ancora di salvezza. Infatti non solo lo potremo usare per delle tranquille passeggiate alla luce del sole, ma sarà anche riutilizzabile per delle serate eleganti. Basta aggiungere un bel tacco, una maglia elegante e l'accessorio giusto ed il gioco è fatto. Anche le scarpe si adatteranno a questa ondata di femminilità: dai plateu, ai tacchi, alle ballerine sarà un tripudio di merletti e applicazioni. Arriveranno poi gli accessori, immancabili amici delle donne. Borse lavorate a mano, ma anche orecchini grandi e vistosi che ricordano i centrini delle nonne e cerchietti che daranno un tocco chic anche alla chioma più indisciplinata. La regola fondamentale è sola una: MAI mischiare più elementi in pizzo. L'effetto sarebbe decisamente pesante e poco elegante. Partire quindi da un elemento e sdrammatizzare con il resto dei capi. Perchè si sa, il troppo stroppia, quindi è sempre meglio mixare capi di diversa natura ma che insieme risultano vincenti. E' proprio il caso di dirlo: che tu sia un'eterna seduttrice o un'inguaribile romantica, il pizzo nell'armadio non può mancare.
Iscriviti a:
Post (Atom)






















