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mercoledì 3 ottobre 2012

UNA MATTINA. LA TUA.

Un raggio di sole fa timidamente capolino dalle fessure della finestra. Io, tra uno sbadiglio e un sogno infranto, mi stiracchio tra le lenzuola e lentamente mi alzo. Il cellulare sul comodino, le improponibili quanto affezionate ciabattine leopardate accanto al letto, il libro di Nicholas Sparks gelosamente custodito sotto il cuscino. Tutto come la sera prima, tutto come l'avevo lasciato. Lo sento, il latte sta già bollendo nel pentolino e la marmellata di lamponi è lì, posizionata sul quel tavolo di legno antico che è capace di farmi respirare per un secondo aria di libertà. Una primavera che costantemente cerco e che ogni mattina mi creo. Non ci rinuncerei per niente al mondo. Forse forse per una nobile colazione da Ladurèè in una delle vie parigine più rinomate, tra il profumo di una baguette appena sfornata e il sorriso di una ragazza che con il suo basco e i suoi capelli al vento si reca a scuola. Ma questa è un'altra storia. A farmi da sottofondo c'è il mio poeta, Jovanotti: neanche a farlo a posta scorrono armonicamente le note di "un raggio di sole". 







"..Per te che sei lunatica, con te niente teorie soltanto pratica..". La mia imprevedibilità, l'imprevedibilità di tutte noi. Questa canzone è Donna. Vado in bagno e mi trucco con il solito meticoloso passaggio fondotinta-mascara-matita. Oggi i capelli li lascio mossi, ogni leggero riccio esprime me e le mille idee che mi vagano nella testa. Mi sento esattamente così: caotica. 
Le converse borchiate e stravissute che sembrano urlare il mio nome, un jeans blu e un maglione largo dalle linee morbide.




Sono le 8.30, precisamente le 8.29. E va tutto bene.




Ha tutta l'aria di essere un normale Giovedì. Il Giovedì di una settimana. Una settimana tra le tante della nostra vita. Sta a noi renderlo speciale.

Buona giornata.