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domenica 21 ottobre 2012

IL CASSETTO DEI DESIDERI

Vorrei vivere costantemente di Venerdì, con la fatica della settimana appena trascorsa che lentamente si affievolisce lasciandoti in uno stato di trans e i pensieri ballerini che già volgono la loro frizzante attenzione al weekend. Vorrei immortalare il mondo attraverso gli occhi, i miei occhi: volti, paesaggi, attimi. Perchè mai nessuna fotocamera renderà giustizia alla nitidezza di uno sguardo che brilla di luce naturale di fronte alle meraviglie che la vita ci offre. Vorrei avere quei cinque minuti in più ogni mattina; cinque, cinque e ancora cinque. Cinque per dire addio al sogno che stava intrattenendo la mia notte, cinque per riprendere la sensibilità di ogni singola parte del mio corpo, cinque per stringere il cuscino e lottare ancora un po' con le lenzuola. 



Vorrei vivere di inizi, di battiti che si nutrono di gesti inaspettati e di brividi che abbandonano la paura del rischio per buttarsi a capofitto in nuove strade, quelle stesse strade che spesso si rivelano mete inaspettate. Vorrei che le mie coperte fossero fatte degli abbracci delle persone che amo, così da riscaldare le giornate più fredde con del calore umano che lentamente mi raggiunge attraverso ogni centimetro di stoffa. Avvolgente, confortante, rassicurante. Vorrei girare per le strade di una qualsiasi città indossando un vestito dall'immensa gonna di tulle e dal corpetto fatto esclusivamente di brillantini, un tripudio di giochi di luce e di stravaganza. Un po' Carrie un po' principessa d'altri tempi, tanto per gridare al mondo che noi donne di lati ne abbiamo tanti e far coesistere la maturità con l'infantilità non è poi così male. Per una volta, anche solo una, vorrei avere il controllo dei miei capelli e non loro il controllo di me. E che siano sciolti, raccolti in un morbido chignon o in una coda di cavallo, ma pur sempre ordinati, in perfetta sintonia con l'immagine che ho di loro nei miei pensieri. Vorrei abbandonarmi nel tepore di una poltrona e, tra un biscotto e un sorso di tè verde, rivedere all'infinito i momenti più belli della mia vita. Come la scena madre di un film: stop, rewind. Tante volte quante il cuore dice. Fino a che non l'hai imparata in ogni singola parola e in ogni singolo movimento, fino a che non l'hai fatta tua, fino a che senti sempre la stessa esplosione di emozioni. 




Vorrei che fosse sempre Estate perchè Lei prima di essere sole, mare e spensieratezza è uno stato d'animo, e io quella gioia dell'essere proprio non riesco a mandarla via. Vorrei avere un briciolo di sicurezza in più, quel tanto che basta per alzarmi dal letto e non ritrovarmi a fissare incessantemente l'armadio. Sempre la stessa storia, ante che ormai fanno fatica a chiudersi e la fatidica frase che ronza insidiosa nella testa: "non ho niente da mettermi!". E proseguendo con queste riflessioni di indubbio spessore culturale, vorrei una stanza per armadio. Di quelle grandi, luminose e con le pareti bianche che sembrano dar vita a spazi sconfinati. Un tripudio di scarpe, vestiti, pailettes e frivolezza, l'incarnazione dell'essere Femmina, l'emblema della Vanità. "Sex and the city" docet.





Vorrei diventare cittadina del mondo e vagare da una parte all'altra ritrovando in ogni posto un odore, un oggetto, un particolare che sia lì a dirmi solamente una cosa: casa. Vorrei perdermi nei libri che leggo per poi trovare fiato in quei personaggi, nelle loro storie che vorrei non avessero mai fine o che perlomeno seguissero il percorso che ho inconsciamente tracciato nella mia testa. Un viaggio nel tempo e nel sogno, incontro di anime mutevoli e fantasia. Vorrei che i miei episodi di vita quotidiana fossero accompagnati dalla melodia di una canzone, quella che arriva con le note giuste nel momento giusto, quasi a trasformare la monotonia di gesti ordinari in rituali speciali. Vorrei nutrirmi di giornate con l'amica del cuore e ubriacarmi delle sue, delle nostre risate. Balli, cene, confessioni al tavolino di un bar e sguardi complici che in silenzio si parlano di fronte a persone che non potranno mai sentirli. Vorrei che la diversità diventasse un pregio, quella forza necessaria a combattere l'omologazione che sta soffocando tante, troppe persone, vorrei che il rosa diventasse uno stile di vita e non più un colore. Vorrei trovare una scusa universale che permetta di mangiare dolci senza essere assalita dai sensi di colpa e senza badare al richiamo morboso e quasi materno della bilancia che è pronta a rimproverarti in qualsiasi momento. Puntuale, precisa, fiscale. 





Vorrei tante cose. Ma vorrei soprattutto essere me stessa, in questa vita, nella prossima, per sempre.