mercoledì 19 dicembre 2012

QUESTO E MOLTO ALTRO.






Cambiare. E iniziamo dai capelli, noi donne, come se un taglio diverso fosse in grado di mostrare al mondo tutta la nostra forza. Nascondiamo le fragilità dentro un paio di pantaloni skinny in pelle, ostentando quella trasgressione che più di tanto non ci appartiene, e smorziamo subito i toni abbinandoci il tanto fedele quanto amato maglione oversized, un vero e proprio alleato che di storie potrebbe raccontarne tante. Tante quante le nostre mille sfaccettature. Camminiamo in bilico sul tacco 12 andando a sfiorare nel punto più vivo i sogni, sfiliamo fiere con la consapevolezza passeggera che possiamo arrivare ovunque. Perchè noi, con quel paio di scarpe, di strade siamo pronte a prenderne tante; la risolutezza di un generale, la dolcezza di chi ama perdersi nel viaggio e non nel punto di arrivo. Basta un tubino nero per farci sentire novelle Audrey Hepburn, un neo sapientemente disegnato sopra il labbro superiore per farci incarnare, almeno per una notte, la sensualità di Marilyn Monroe. Da un'estremità a un'altra, toccando in modo impercettibile ogni corda della nostra anima. Della scelta dell'intimo abbiamo fatto uno stile di vita, arrivando alla conclusione che il corredo reggiseno-mutanda non deve essere spaiato, se il tessuto è seta l'autostima ne giova e le spalline trasparenti devono essere bannate da qualsiasi cassetto. E poi il push-up che sapientemente accorre in aiuto, il trucco vissuto fino all'ultima stesura di mascara, quei centimetri in più che di sera non possono mancare. Forse mentire è nella nostra natura, ma sempre per buone cause. E grandi ideali. O idee. Quelle che in un flusso continuo attivano desideri e speranze. Poi le aspettative, le stesse aspettative che riponiamo la mattina in una tazzina di caffè per risvegliare tutti i sensi e quelle che riponiamo negli uomini, spesso incapaci di decifrare i nostri codici. Perchè tra parole non dette e messaggi mai mandati, loro di noi hanno sempre capito poco. La verità è che noi amiamo l'istinto, l'inaspettato, la passione. Le rose rosse. E che sia una o che siano cento, senza mezze misure. Siamo vamp dentro, di quella femminilità che esplode nelle piume di una gonna e nei glitter di una pochette. Siamo Dive, dietro i nostri immensi occhiali neri capaci di nascondere tutto. Ma siamo soprattutto noi stesse, tra divano, gelato e un'intramontabile commedia americana.






Bridget Jones docet.
Noi, con le nostre insicurezze, la seguiamo.

venerdì 14 dicembre 2012

"ALTRO CHE MAZZI DI ROSE, NOI DONNE VOGLIAMO MAZZI DI SCARPE"







Pronti, sempre. A ricordarti che puoi arrivare dove vuoi. 
Capaci di portarti lì, fino a toccare con un dito i tuoi sogni.
Fedeli compagni, desiderosi di scatenarsi con te nelle serate memorabili.
Alla portata di tutte, perché loro non amano fare discriminazioni.
Vecchi per età ma non per aspetto, rinnovarsi è la loro specialità.
Al passo con i tempi, al passo con te.
Viaggiano in coppia, due anime gemelle che mai si lascerebbero.
Versatili, stringono amicizia con vestiti, gonne e pantaloni.
E camaleontici, esseri in continua trasformazione.
Qualche volta poco clementi, litigano con i tuoi piedi e son dolori. 
Ma la verità è che a loro si perdona tutto.
Non hanno paura delle stagioni, affrontano pioggia, vento e sole.
Difficile prenderci confidenza, ma una volta in sintonia è tutto un gioco di equilibri.
Andatura elegante, gesti posati: ti insegnano a essere Donna.
La gamba in tensione si sente più lunga e di beltà si veste.
Da bambina ci navigavi dentro, con la consapevolezza che un giorno ti sarebbero serviti.
E anche chi soffre di vertigini, con loro impara il bello dell'altezza.
Frivoli e femminili, nella loro essenza più profonda.
Multiformi e multicolori, semplici ma mai banali.
Il suono che emettono è dolce, al contempo deciso.
Il loro fare è gentile, pacato, delicato.
Ma anche aggressivo, quanto basta per mettere in atto il gioco della seduzione.
Appartengono a tante "case", così da soddisfare ogni gusto.
Case di moda, si intende.
E Louboutin? Una garanzia.








Chi l'ha detto che un paio di tacchi ha cambiato la vita solo a Cenerentola?

sabato 8 dicembre 2012

TANTI AUGURI A ME


Mi auguro di avere sempre questo sorriso.  Quello che spontaneamente esplode sul mio viso quando mi accorgo che le piccole cose mi rendono felice, quello che prima di mostrarsi al mondo passa dal cuore.
Mi auguro di avere l’idea della vita, finalmente scrivere un libro. E tenerlo pronto e rilegato tra le mie mani, sfogliando e assaporando ogni pagina come se fosse un pezzo di me e del mio mondo.
Mi auguro di vivere sempre di emozioni. Lo stomaco che si contorce,  un nodo alla gola, un colpo al cuore, la testa tra le nuvole. Perché niente mi sazia più dei segnali dell’anima.
Mi auguro di diventare cittadina del mondo. Viaggiare e imprimere nella mente nuovi scorci e ammirare panorami e camminare per le strade buie di una città che voglio fare mia e sedermi al tavolino di un bar osservando la vita di sconosciuti che scorre davanti ai miei occhi e cercare il mare d’inverno e imparare  la bellezza di quella diversità che ti arricchisce.
Mi auguro di non perdere mai il mio spirito di iniziativa.  Una sorpresa per chi se la merita ma non se l’aspetta, nuove idee, progetti stanchi di rimanere castelli costruiti nel regno della mia mente, cimentarmi in attività che mai ho sperimentato.
Mi auguro di avere voce, voce quando serve. Perché non siamo nati per stare seduti, abbiamo il dovere di alzarci, lasciare che la libertà prenda forma attraverso ogni nostro gesto.
Mi auguro di avere coraggio. Quanto basta per sfoggiare una pochette di prima mattina, godermi la notte nella mia immensa gonna di tulle e in un paio di tacchi pronti a ricordami che posso arrivare dove voglio. E poi girare d’autunno senza calze  e d’inverno abbandonarmi in un caldo maglione da uomo.
Mi auguro di trasformare le foto nella mia personalissima macchina del tempo. Guardarle, sorridere, riviverle.
Mi auguro di ricordarmi di mettere me stessa al primo posto, perché volersi bene è la pozione della serenità e la mia dignità non la lascerei calpestare nemmeno da un paio di Louboutin.
Mi auguro di lasciarmi scompigliare i capelli da un vento caldo, ballare sotto la pioggia fingendo di essere la protagonista di un musical, baciare il sole come lui bacia a me.
Mi auguro di non abbandonare mai la bambina che c’è in me, quella stessa bambina che 16 anni fa si guardava riflessa nello specchio vestita del suo tutù rosa e della sua voglia di diventare grande, quella stessa bambina che oggi si siede davanti ad un computer e trasforma i suoi ricordi in parole.
Mi auguro di avere tempo. Per leggere un libro mentre fuori piove e io mi rifugio sotto le coperte, ascoltare Michael Bublè e sognare un ballo insieme a lui, chiudere gli occhi e diventare spettatrice del mio passato, comprare un mini appartamento a Parigi, concedermi un caffè con l’amica di sempre, immergermi nella vasca con delle candele profumate che mi coccolano, coltivare le mie passioni, mangiare schifezze sdraiata sul divano mentre guardo una delle tante commedie americane.
Mi auguro di trovare sempre la Felicità. In un abbraccio, in due occhi che mi guardano e brillano, in un messaggio, in una frase, in un ricordo improvviso, in una sorpresa.






Guardo la torta, mi racchiudo in un secondo di silenzio.
Un soffio.
“Che questi vent’anni mi portino ciò che voglio” mi dico. E i miei pensieri volano via insieme alle fiamme delle candeline.



mercoledì 5 dicembre 2012

ODE ALLA PELLICCIA

Calda e avvolgente, morbida e accogliente, di nobiltà ti veste. Maestosa e fiera ha deciso di dominare la stagione invernale, non disdegna il tepore dell'armadio ma preferisce coprire le nostre spalle dimostrandosi compagna fedele di ogni uscita. Indubbiamente vistosa, con il suo fare regale non passa inosservata, al contempo elegante, nella sua velata volontà di mantenere un certo fascino. Che sia di qualche taglia più grande o che sottolinei ogni curva, con maniche o senza, scura o chiara. Ma rigorosamente ecologica. E mai troppo lunga, perchè l'effetto "signora" è dietro l'angolo. Ama le giornate in cui il sole splende alto nel cielo ma l'aria pungente tenta di arrivare dove può, quelle in cui senti che non basta più ripararsi con un mantello fatto di sogni e spensieratezza. La vedi avanzare di prima mattina, quando la temperatura inizia timidamente la sua scalata, e Lei sfila leggiadra per le strade di una città che ancora dorme. Le fa compagnia un caffè bollente, di quelli che nella mano identificano il loro rifugio perfetto, e una borsa di pelle immensa, in cui sono racchiusi desideri e speranze. Il passo si fa deciso, i capelli si adagiano sul suo delicato manto, una stanchezza ancora accennata si perde nella sua comodità: e non sei tu che porti Lei. Lei porta te.






Con un maglione oversized, pantaloni neri in pelle, un paio di stivaletti tanto aggressivi quanto femminili. E sei subito rock.
Con una gonna di tulle immensa, tacchi alti almeno quante le nostre ambizioni, chignon pronto a domare i capelli. Perchè la bambina sognatrice che c'è in noi non muore mai.
Con un paio di jeans skinny, una camicia bianca, le intramontabili Converse ai piedi. E sei subito incarnazione dell'incontro tra gusto e semplicità.
Con un vestito dai toni classici, smalto rosso fuoco, occhiali immensi in cui nascondere lo sguardo. Perchè giocare a fare la Diva non è mai stato così semplice.
Con un cappello, tanti accessori sui toni dell'oro, una pochette stanca di essere sfoggiata esclusivamente di sera. E sei subito chic.








Incontro tra classicità e modernità, camaleontica e mai banale.
Eccesso che diventa chiave del successo.
Lunga vita alla pelliccia.

sabato 1 dicembre 2012

DECEMBER, BE KIND



Dopo tanto tempo eccola, l’aria pungente, carica della sua maestosità così inspiegabilmente leggera. La prima neve della stagione, forse, attesa con ansia, un po’ come quando da bambina rimanevo sulla porta dell’asilo a scrutare l’orrizzonte nella speranza che da un momento all’altro venisse il mio nonno a portarmi via. L’albero che se ne sta lì nell’angolo più silenzioso della casa, dove sono giochi di luce e di colori a far da padroni. Il pandoro che si confonde con il panettone e battaglie che hanno inizio per decretare il vincitore. Le canzoni di Natale intonate da Michael Bublè, quelle che senti al supermercato mentre ti dividi tra il carrello e la scelta degli ingredienti per il cenone della vigilia, e subito vorresti improvvisare un passo di swing. Gli Ugg che fremono per esser tirati fuori dall'armadio e i cappelli di lana pronti ad incorniciare visi provati dal freddo. La città si cambia finalmente d'abito e si veste di luci eteree e multiformi. Una cioccolata calda assaporata nel tepore del divano, con la coperta di pile che coccola le gambe e la finestra che offre uno spettacolo suggestivo. 








Perdersi tra idee e regali, tripudi di fiocchi e pacchetti speranzosi di regalare un sorriso a chi li riceverà. La sensazione unica di sporcarsi le mani con la farina; mescolare, impastare, inventare. E sfornare i biscotti che portano il sapore di chi dietro i fornelli è imbranata ma riesce a condire con amorevolezza tutto ciò che fa. I film proposti in tv, sempre gli stessi: immagini impresse nella mente, battute che sai a memoria. E nonostante tutto la voglia di riguardali, per poi abbandonarti a quella risata fragorosa capace di riscaldare il cuore. Immergersi nella vasca e lasciare che le fatiche della giornata si perdano nell'eleganza velata dell'acqua bollente. Candele profumate pronte a creare un'atmosfera rilassante, bolle di sapone che evocano ricordi d'infanzia. Camminare per le strade di una città che ancora dorme, con il freddo che colpisce dove può e un caffè lungo in mano, assaporato in ogni suo minimo aroma. Chiudere gli occhi e sentirsi per le vie di New York. Le ultime cene dell'anno con gli amici, quelle in cui ti improvvisi novella cuoca e metti in moto tutta la creatività per addobbare magistralmente una tavola pronta a stupire. Affogare nella Nutella e nella cioccolata e nella panna, perchè tanto la prova costume è lontana. Girare per negozi e lanciare sguardi languidi alle vetrine, nella vana speranza che gli oggetti del desiderio si materializzino a casa. E approfittare delle festività per sfoggiare brillantini e paillettes, che se non fosse per i commenti delle più sobrie li indosseresti tutto l'anno.








Dicembre, bentornato. Mi renderai felice.