Ai buoni propositi, che non sono mai abbastanza. Alla
dieta del Lunedì, così semplice a parole così difficile nei fatti. Al rosso
porpora, che quest'anno vuole vestirci della sua audacia: elegante,
irriverente, passionale. Seducente e al contempo romantico, un po' come noi e
le nostre mille sfaccettature. Alla nuova collezione di Zara, che manda in
estasi il mio cuore e in crisi il mio portafoglio. Ai fatti, ma anche alle
parole. Perché quella storia che se le porta via il vento, è una gran bugia.
Certe frasi rimangono incastrate lì, tra la coscienza e l'inconsapevolezza, tra
la paura di soffrire e la voglia di rivivere le stesse sensazioni. Emozionali,
fatte di cuore e di ricordi. Alla voglia di sperimentare, perché non siamo nati
per incastrarci sapientemente in ruoli precostituiti e l'intraprendenza conduce
anche dove le abilità sembrano mancare. E il fatto che io abbia deciso di darmi
all'arte culinaria mi sembra un chiaro esempio. All'impulsività, alla
consapevolezza di averci provato, nonostante tutto e tutti. Perché la verità è
che l'orgoglio ha fatto più danni dello shatush "fai da te" e
sconfiggerlo è il primo piccolo passo verso l'accettazione della propria
identità. E la ricerca della Felicità. Ai viaggi, che non saranno mai troppi.
Alla fragile percezione del fatto che siamo un puntino vagante in un mare di
preziosa diversità. Alla propria dignità, che è forse una delle poche cose per
cui vale la pena battersi. E non si racconta, piuttosto si dimostra. Ai baci
rubati. Agli abbracci condivisi. Ai momenti vissuti. Ai sogni, troppo veri e
vividi e sentiti per essere rinchiusi in un cassetto. Bisogna inseguirli. E
correre: correre fino a perdere il fiato, fino a perdere sicurezze e
consapevolezze. Perché quando la posta in gioco è alta, si deve essere sempre
pronti a lasciare qualcosa. All'amore, tanto atteso quanto imprevedibile.
All'amore prima di tutto per sé stessi. Al dialogo, perché le parole non dette
prima o poi cercano voce. Alle imprese folli. Alle novità. Alla quotidianità. A
tutto ciò che sarà, perché in quel "il meglio deve ancora venire"
bisogna imparare a crederci un pochino di più.
"Settembre è un po' come il primo dell'anno,
idealmente si ricomincia"
A chi ricomincerà e a chi semplicemente continuerà a sperimentare strade già intraprese.
Buona vita.
















































